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precetto contro ente pubblico
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Autore Messaggio
Edil2004
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MessaggioInviato: Lun Dic 12, 2011 6:03 pm    Oggetto: precetto contro ente pubblico Rispondi citando

Salve , fatto decreto ingiutivo, passato con sentenza ormai definitiva, (sono passate pure i 40 gg. dalla data della notifica senza nessuna opposizione da parte dell'ente), ora dovrei aspettare 120gg per il precetto, e notificare il pignoramente ad un Comune.
Chiedo che cosa è pignorabile ad un ente publico escluso la tesoriria (che hanno dichiarato impignorabile) ?
Cosa potrei pignorare? immobili? stipendi? o cosa??



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francotinca
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MessaggioInviato: Mar Dic 13, 2011 2:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

spero che il legale che ti segue abbia le idee chiare....
prima di tutto non è possibile 'dichiarare non pignorabile la tesoreria' semmai l' ente in questione avrà adottato delibera d' impignorabilitalià di alcune somme destinate a servizi essenziali .... queste delibere vengono "rinnovate" ogni sei mesi.... quando è entrata così non puoi ignorare a meno che non riesci a dimostrare che non è stata rispettata la cronologia nel pagamento delle fatture oppure che nel semestre sono stati effettuati pagamenti anche per servizi non essenziali. per fare questo noi di solito chiediamo accesso a tutti i mandati emessi nel periodo di riferimento. una volta notificata la sentenza in forma esecutiva e il precetto non puoi pignorare prima di 120 gg... dopodichè puoi aggredire la tesoreria (come sopra). saluti
il tuo legale saprà essere più esaustivo.

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ceasas
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MessaggioInviato: Mer Gen 11, 2012 5:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Francotinca,
comunque la mia domanda era solo a titolo informativo, ancora con il legale non siamo arrivati al precetto di pignoramento in quanto dobbiamo aspettare ad aprile 2012 affinchè passano i famosi 120 gg. , e la stessa domando NON l'avevo posta nemmeno al mio legale, è solo un mio dubbio in quanto già so di certo che l'ente non ha un soldo trattandosi di un piccolo comune di poco più di 800 abitanti (ottocento)non riuscirà a trovare la liquidità, e se poi ci mettiamo che già il sindaco mi disse che aveva fatto impignorabile la tesoreria e con il pignoramento non otterrei nulla!! a me cosa resta fare dopo il precetto e dopo aver pignorato una tesoreria impignorabile, dove hanno i soldi giusti giusti per gli stipendi (intoccabili)??
Comunque ho sentito che ci sarebbe una procedura che se si fa richiesta o ricorso al TAR, lo stesso nomina un commissario che dovrebbe trovare i soldi all'Ente o comunque una via per ricevere il pagamentoo? quale normativa ho procedura è?



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bianchiben
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Registrato: Nov 13, 2007
Messaggi: 307

MessaggioInviato: Gio Gen 12, 2012 10:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Scusate l'intervento, ma non posso farne a meno: decreto ingiuntivo, precetto,pignoramento, avvocati, TAR ... ma non sarebbe mille volte meglio impiegare un po' di tempo, ALL'INIZIO e DURANTE L'APPALTO, per verificare la certezza del finanziamento e NON FARE LAVORI NON COPERTI da SOLDI SICURI?

Già, può sembrare tempo perso, mentre invece il BRAVO IMPRENDITORE non spreca tempo, ed anzi non assume neanche un tecnico in più, magari proprio addetto a verificare e seguire con attenzione tutti gli aspetti amministrativi - burocratici - economici degli appalti.
Però poi non incassa, e ellora ecco le parcelle degli avvocati, le spese accessorie, le attese, eccetera eccetera eccetera ...

Allora, è proprio BRAVO questo imprenditore che non incassa quanto gli è dovuto e spende quanto non dovrebbe?

Quando voi imprese vi deciderete a capire che le CARTE, i contratti e le leggi sono MOLTO PIU' PESANTI di qualunque bilico carico di mattoni o di ferro, e vi proteggono MOLTO DI PIU' qualunque decreto ingiuntivo - precetto - pignoramento e simili?

Buon lavoro, o meglio, visto che il lavoro è già stato fatto, buon inseguimento ai soldi che FORSE (e speriamo) riuscirete a prendere.

Ing. Benigno Bianchini



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francotinca
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MessaggioInviato: Gio Gen 12, 2012 7:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

la procedura di cui parli è il giudizio di ottemperanza ed è ottima ma un pò lenta e costosa. ovviamente aggira anche eventuali delibere d' impignorabilità.
ti ripeto che il sindaco ha fatto solo terrorismo psicologico... sicuramente la delibera d' impignorabilità che vigliaccamente adotta al pari di quasi tutti i suoi colleghi italiani, non copre tutto in maniera "giustificata"...pagamenti extra delibera ci sono sempre.... almeno io li ho sempre trovati..
in bocca al lupo....

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luk
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Messaggi: 15
Località: sassari

MessaggioInviato: Gio Mag 24, 2012 6:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

PERCHE' LE AZIENDE SONO IN ROSSO?
La stampa ed i media ci portano a conoscenza, attraverso le riflessioni di illustri personalità, delle difficoltà che incontrano le aziende italiane nel riscuotere i crediti maturati nei confronti di enti ed amministrazioni pubbliche.
I crediti maturano a seguito di esecuzione di lavori, forniture e prestazioni professionali nei confronti del committente, a cui deve corrispondere un compenso economico.
Opinioni legittime e legittimate da cariche istituzionali, confortate in molti casi da valutazioni e riflessioni di altrettanti illustri operatori dei settori interessati.
Aldilà dell'aspetti, comuni che essi analizzano, generici delle informazioni riportate ed indeterminati sugli obiettivi da raggiungere, è bene invece conoscere quale è la realtà di chi si avventura nel finanziare un'opera per conto dello Stato.
Per poterlo fare, è necessario spogliarsi di quel sentimento che cattura un essere umano quando si trova di fronte ad un evento tanto grande, o percepito tale, che pervade l'animo tanto da fargli pensare che è ineluttabile che quella sia la conclusione ovvia. Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile.
Ciò che conosciamo delle malefatte delle varie “cricche” di turno, non sono le realtà che vivono la quasi totalità delle aziende italiane; quelli sono delinquenti, senza scrupoli neanche nei confronti di quelle aziende che “stritolate” dai loro meccanismi, finiscono per essere accomunate nel loro stesso destino.
Ciò che non conosciamo di un'azienda che si accinge a finanziare un'opera dello Stato, è la storia dall'inizio. Che cosa succede quando si vince una gara di appalto e soprattutto, che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche?
Aldilà dell'aspetto concettuale, trito e ritrito, può partecipare chi è in regola con il versamento dei contributi; il tutto viene riassunto in un documento che si chiama: DURC=Documento Unico di Regolarità Contributiva.
Questo documento è la patente (!) dell'Impresa.
Questa patente deve essere rinnovata ogni 16 del mese e per tutti i mesi (!) di vita dell'Impresa stessa.
Il documento attesta che i contributi per imposte dirette DM10, Inps, Inail e Cassa Edile, sono stati versati regolarmente ogni 16 del mese.
Insisto sulla scadenza del 16 di ogni mese perchè è la data che regola il vivere dell'azienda. È assolutamente rigida, pena la sospensione della patente.
A questo punto però, si devono analizzare almeno due aspetti di fondamentale importanza:
1) le azioni dello Stato
lo Stato richiede d'ufficio il Durc;
2) le azioni di Equitalia
l'ufficio trasmette il nulla osta allo Stato per effetto della verifica della morosità fiscale, di cui all’articolo 48-bis del DPR 602/1973.
Se gli Enti citati rispondono, ma non entriamo nel merito della diligenza dell'impiegato statale, positivamente, lo Stato può pagare il credito dell'Impresa.
Se si accende il bollino rosso, si viene a conoscenza con esattezza la data in cui l'Impresa cesserà la sua vita: il 16 del mese. La patente viene sospesa, i pagamenti vengono sospesi, l'Impresa è costretta a fermarsi.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”

- Per quanto attiene ai contratti pubblici di lavori, le norme che impongono il tempestivo pagamento dei crediti che l’impresa appaltatrice vanta nei confronti della committenza pubblica vanno individuate nel Capitolato Generale delle Opere Pubbliche approvato con D.M. n. 145 del 19 aprile 2000, le cui disposizioni sono oggi in gran parte confluite nel D.P.R. 207/2010, nuovo Regolamento di Attuazione del Codice dei Contratti Pubblici (cfr. artt. 143 e 144).
Viene così dettata una puntuale tempistica per il pagamento di acconti e saldo maturati nell’esecuzione dei lavori pubblici (art. 29 D.M. 145/2000; art. 143 D.P.R. 207/2010) e si dispone altresì in ordine all’entità degli interessi da corrispondere in caso di ritardato pagamento (art. 30 D.M. 145/2000; art. 144 D.P.R. 207/2010). -
Vorrei però fare un passo indietro sul che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche con riferimento agli aspetti prettamente economici. L'unica persona che realmente è a conoscenza di quanto costa predisporre una gara di appalto e quanto lo Stato stesso chiede di spendere prima dell'inizio effettivo dei lavori, è solo l'operatore economico che si assume in toto il rischio dell'operazione.
Il titolare dell'Impresa dichiara formalmente attraverso atti e dichiarazioni:
 di assumersi il rischio, dimostra le proprie capacità tecniche e finanziarie e predispone i documenti di gara €. 300,00
 certificazione CCIAA antimafia €. 54,00
 fidejussioni provvisorie pre-gara €. 55,00
 marca da bollo su offerta di ribasso €. 14,62
sommano €. 423,62
In caso di aggiudicazione dell'appalto:
 fornisce polizze assicurative proprie di responsabilità civile (pro quota) €. 400,00
 fidejussioni assicurative definitive in favore dell'Ente appaltante in caso di aggiudicazione dell'appalto €. 250,00
 predispone il POS (Piano Operativo di Sicurezza) del cantiere €. 200,00
 fornisce infine i bolli da applicare sul Contratto di Appalto che regola i patti e le condizioni di fornitura. In numero variabile che non è mai inferiore alle trenta unità €. 438,60
Sommano in totale €.2135,84

Dopo aver speso 2135,84 €uro, si è pronti per l'inizio dei lavori.
Posto che le opere da realizzare siano effettivamente quelle necessarie, se il Contratto prevede il frazionamento dell'importo in stati di avanzamento l'impresa appaltatrice anticiperà le somme necessarie o in caso contrario, porterà a termine l'intera opera a sua cura e spese.
Poniamo adesso che l'importo dei lavori ammonti a circa €.60000,00.
Calcoliamo l'utile dell'impresa pari al 10% dell'importo.
La differenza sarà destinata per far fronte alle spese contributive (DM10, Inps, Inail, Cassa Edile), al personale che ipotizziamo pari a quattro collaboratori, ai fornitori dei materiali edili utilizzati, alle spese per ammortizzare le attrezzature necessarie per svolgere i lavori (autocarro, elettroutensili, affitti per il ricovero delle attrezzature) oltre 2135,84 €uro.

L'ultimo dato da applicare, affinchè il quadro economico sia completo, è il tempo:
- il tempo di esecuzione dei lavori: ipotizziamo circa 60 giorni;
- il tempo tecnico per la contabilità dello Stato
“è previsto che, a partire dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori, il termine per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti non possa superare i quarantacinque giorni. Una volta emesso il certificato, il pagamento deve essere disposto mediante specifico ordine (mandato di pagamento) entro i trenta giorni successivi”.

Sommano in totale 135 giorni=4 mesi e mezzo.

Adesso dobbiamo unire i due discorsi, quello amministrativo dell'Impresa (patente) e quello economico dell'impresa.
In quattro mesi e mezzo, abbiamo incontrato almeno quattro “16” del mese ed abbiamo speso circa 54000,00 €uro.
Poniamo ora che dopo la regolare esecuzione dei lavori, dopo la redazione di tutta la contabilità dello Stato e quindi autorizzati ad emettere regolare fattura, un giorno che ipotizziamo il 2 di Aprile, viene comunicato all'impresa che circa un mese prima, ipotizziamo il giorno 8 di Marzo, lo Stato sospende il pagamento della fattura del giorno, ipotizziamo 9 di Marzo, per il seguente motivo:

PATTO DI STABILITA' 2012. SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI IN CONTO CAPITALE.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile”.

Nel partecipare ad un Convegno il cui tavolo di presidenza era gremito da rappresentanti di categoria, rappresentanti di istituti di credito ed esponenti politici riuniti sul tema:
<<Pagamenti in ritardo? Trovata la soluzione: il factoring>>
Per poter spiegare il pensiero, ritengo necessario procedere esattamente al contrario di quanto era previsto per gli interventi succedutesi nel corso del convegno, partecipato ad onor del vero, da una platea piuttosto scarsa.
Prende la parola uno dei rappresentanti di un noto istituto di credito per significare quanto l'istituto sia vicino e solidale con le vicissitudini delle imprese. Propone anche lui una soluzione per risolvere la problematica inerente: rifiutare gli incarichi a rischio.
Prende la parola il rappresentante della società di factoring ed espone il “suo” pacchetto di assistenza e gestione delle sofferenze economiche imprenditoriali che, per brevità, riassumo in pochi passaggi:
1) il factoring chiede garanzie all'impresa per il credito;
2) il factoring chiede garanzie all'Ente creditore per la certificazione del credito;
3) il factoring chiede gli interessi all'impresa;
4) il factoring chiede la provvigione all'impresa.
Entra in campo anche il Consorzio di Garanzia che garantisce il 50% del finanziamento all'impresa:
5) il Consorzio di Garanzia chiede la provvigione all'impresa.

Se da un esame superficiale dell'intervento del bancario avevo tratto conclusioni circa la rischiosità del lavoro (quale è il lavoro non rischioso per un artigiano), vorrei invece proporre alcune considerazioni.

La posizione dell'impresa che non riceve i pagamenti del lavoro eseguito:

-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito in quanto anticipa e finanzia l'opera dello Stato,
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito se ha in atto un'operazione di anticipo fatture;
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul credito della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, del Consorzio di Garanzia;
-) l'impresa sopporta la revisione della patente ogni 16 del mese (DM10, Inps, Inail e Cassa Edile).

Ergo, il bancario aveva ragione.

Una mente molto acuta ha pensato come affossare ulteriormente un'azienda spacciando l'operazione come il titolo del convegno. Ma allora ci troviamo di fronte ad un operazione di distruzione del tessuto delle piccole imprese e dell'artigianato; è sufficiente pensare che tutto il discorso, in realtà, non interessa a nessuno.
Ma la risposta, in fin dei conti, l'abbiamo a portata di mano, lo ha detto anche il bancario: rifiutare gli incarichi a rischio.
A fronte di richieste pressanti che oramai sono sfociate in una vera e propria persecuzione del tipo caccia alle streghe di medioevale memoria, l'unica difesa che rimane, invece di cercare di nascondersi per passare inosservati, è quella di rifiutare gli incarichi a rischio.
Il discorso può essere uniformato alla problematica del lavoro in nero. Sinchè ci sarà qualcuno che non può permettersi ciò che possiede, farà sempre ricorso a soluzioni alternative, o come in gergo viene definita: finanza creativa.
Si provi ad infliggere al lavoratore scoperto a lavorare in nero, le stesse sanzioni imposte al datore di lavoro.
Non si può perchè il lavoratore è l'anello socialmente debole della catena dello “sfruttamento” sociale. Il datore di lavoro, in quanto tale, occupa una posizione preminente rispetto al lavoratore che è obbligato a lavorare; ebbene, a questo punto, quale è la differenza di rapporti tra la pubblica amministrazione, che commissiona l'opera senza avere di che pagare, e l'impresa che è obbligata a lavorare?
Esorto quindi tutti i colleghi a fare una valutazione approfondita dei motivi che spingono ad accettare incarichi il cui obiettivo non sia certo ed esigibile, perchè il “16” del mese gli Enti preposti alla persecuzione in atto batteranno cassa.
L'Agenzia delle Entrate, l'Inps, l'Inail, la Cassa Edile, Equitalia e la pubblica amministrazione, non hanno scrupoli nel rovinare la vita delle persone.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”

Ricordo inoltre a tutti i colleghi che la professionalità raggiunta, la capacità di creare un oggetto con le proprie mani, la perseveranza nel progettare e raggiungere l'obiettivo, non ce la può togliere il burocrate di turno a meno che, qualcuno glielo permetta. Ma allora, scusatemi, peggio per chi lo accetta. Chi si è inginocchiato lo ha fatto perchè e un'incompetente ed ha bisogno di qualcuno che lo protegga, che copra la sua incapacità.
Per chi non accetta la genuflessione, il lavoro sarà sempre garantito perchè solo lui saprà eseguirlo. Noi non abbiamo bisogno dei finanziamenti dello Stato, abbiamo imparato col sudore della nostra fronte a costruirci le cose che ci servono, da soli, senza essere assistiti o guidati dai vari parassiti di turno.
Ma... questo “requiem” è terminato. Schiacciato dai debiti nonostante sia oberato di lavoro tanto da non riuscire a trovare maestranze adatte e sufficienti per portarlo a termine...



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MessaggioInviato: Gio Mag 24, 2012 6:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

PERCHE' LE AZIENDE SONO IN ROSSO?
La stampa ed i media ci portano a conoscenza, attraverso le riflessioni di illustri personalità, delle difficoltà che incontrano le aziende italiane nel riscuotere i crediti maturati nei confronti di enti ed amministrazioni pubbliche.
I crediti maturano a seguito di esecuzione di lavori, forniture e prestazioni professionali nei confronti del committente, a cui deve corrispondere un compenso economico.
Opinioni legittime e legittimate da cariche istituzionali, confortate in molti casi da valutazioni e riflessioni di altrettanti illustri operatori dei settori interessati.
Aldilà dell'aspetti, comuni che essi analizzano, generici delle informazioni riportate ed indeterminati sugli obiettivi da raggiungere, è bene invece conoscere quale è la realtà di chi si avventura nel finanziare un'opera per conto dello Stato.
Per poterlo fare, è necessario spogliarsi di quel sentimento che cattura un essere umano quando si trova di fronte ad un evento tanto grande, o percepito tale, che pervade l'animo tanto da fargli pensare che è ineluttabile che quella sia la conclusione ovvia. Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile.
Ciò che conosciamo delle malefatte delle varie “cricche” di turno, non sono le realtà che vivono la quasi totalità delle aziende italiane; quelli sono delinquenti, senza scrupoli neanche nei confronti di quelle aziende che “stritolate” dai loro meccanismi, finiscono per essere accomunate nel loro stesso destino.
Ciò che non conosciamo di un'azienda che si accinge a finanziare un'opera dello Stato, è la storia dall'inizio. Che cosa succede quando si vince una gara di appalto e soprattutto, che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche?
Aldilà dell'aspetto concettuale, trito e ritrito, può partecipare chi è in regola con il versamento dei contributi; il tutto viene riassunto in un documento che si chiama: DURC=Documento Unico di Regolarità Contributiva.
Questo documento è la patente (!) dell'Impresa.
Questa patente deve essere rinnovata ogni 16 del mese e per tutti i mesi (!) di vita dell'Impresa stessa.
Il documento attesta che i contributi per imposte dirette DM10, Inps, Inail e Cassa Edile, sono stati versati regolarmente ogni 16 del mese.
Insisto sulla scadenza del 16 di ogni mese perchè è la data che regola il vivere dell'azienda. È assolutamente rigida, pena la sospensione della patente.
A questo punto però, si devono analizzare almeno due aspetti di fondamentale importanza:
1) le azioni dello Stato
lo Stato richiede d'ufficio il Durc;
2) le azioni di Equitalia
l'ufficio trasmette il nulla osta allo Stato per effetto della verifica della morosità fiscale, di cui all’articolo 48-bis del DPR 602/1973.
Se gli Enti citati rispondono, ma non entriamo nel merito della diligenza dell'impiegato statale, positivamente, lo Stato può pagare il credito dell'Impresa.
Se si accende il bollino rosso, si viene a conoscenza con esattezza la data in cui l'Impresa cesserà la sua vita: il 16 del mese. La patente viene sospesa, i pagamenti vengono sospesi, l'Impresa è costretta a fermarsi.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”

- Per quanto attiene ai contratti pubblici di lavori, le norme che impongono il tempestivo pagamento dei crediti che l’impresa appaltatrice vanta nei confronti della committenza pubblica vanno individuate nel Capitolato Generale delle Opere Pubbliche approvato con D.M. n. 145 del 19 aprile 2000, le cui disposizioni sono oggi in gran parte confluite nel D.P.R. 207/2010, nuovo Regolamento di Attuazione del Codice dei Contratti Pubblici (cfr. artt. 143 e 144).
Viene così dettata una puntuale tempistica per il pagamento di acconti e saldo maturati nell’esecuzione dei lavori pubblici (art. 29 D.M. 145/2000; art. 143 D.P.R. 207/2010) e si dispone altresì in ordine all’entità degli interessi da corrispondere in caso di ritardato pagamento (art. 30 D.M. 145/2000; art. 144 D.P.R. 207/2010). -
Vorrei però fare un passo indietro sul che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche con riferimento agli aspetti prettamente economici. L'unica persona che realmente è a conoscenza di quanto costa predisporre una gara di appalto e quanto lo Stato stesso chiede di spendere prima dell'inizio effettivo dei lavori, è solo l'operatore economico che si assume in toto il rischio dell'operazione.
Il titolare dell'Impresa dichiara formalmente attraverso atti e dichiarazioni:
 di assumersi il rischio, dimostra le proprie capacità tecniche e finanziarie e predispone i documenti di gara €. 300,00
 certificazione CCIAA antimafia €. 54,00
 fidejussioni provvisorie pre-gara €. 55,00
 marca da bollo su offerta di ribasso €. 14,62
sommano €. 423,62
In caso di aggiudicazione dell'appalto:
 fornisce polizze assicurative proprie di responsabilità civile (pro quota) €. 400,00
 fidejussioni assicurative definitive in favore dell'Ente appaltante in caso di aggiudicazione dell'appalto €. 250,00
 predispone il POS (Piano Operativo di Sicurezza) del cantiere €. 200,00
 fornisce infine i bolli da applicare sul Contratto di Appalto che regola i patti e le condizioni di fornitura. In numero variabile che non è mai inferiore alle trenta unità €. 438,60
Sommano in totale €.2135,84

Dopo aver speso 2135,84 €uro, si è pronti per l'inizio dei lavori.
Posto che le opere da realizzare siano effettivamente quelle necessarie, se il Contratto prevede il frazionamento dell'importo in stati di avanzamento l'impresa appaltatrice anticiperà le somme necessarie o in caso contrario, porterà a termine l'intera opera a sua cura e spese.
Poniamo adesso che l'importo dei lavori ammonti a circa €.60000,00.
Calcoliamo l'utile dell'impresa pari al 10% dell'importo.
La differenza sarà destinata per far fronte alle spese contributive (DM10, Inps, Inail, Cassa Edile), al personale che ipotizziamo pari a quattro collaboratori, ai fornitori dei materiali edili utilizzati, alle spese per ammortizzare le attrezzature necessarie per svolgere i lavori (autocarro, elettroutensili, affitti per il ricovero delle attrezzature) oltre 2135,84 €uro.

L'ultimo dato da applicare, affinchè il quadro economico sia completo, è il tempo:
- il tempo di esecuzione dei lavori: ipotizziamo circa 60 giorni;
- il tempo tecnico per la contabilità dello Stato
“è previsto che, a partire dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori, il termine per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti non possa superare i quarantacinque giorni. Una volta emesso il certificato, il pagamento deve essere disposto mediante specifico ordine (mandato di pagamento) entro i trenta giorni successivi”.

Sommano in totale 135 giorni=4 mesi e mezzo.

Adesso dobbiamo unire i due discorsi, quello amministrativo dell'Impresa (patente) e quello economico dell'impresa.
In quattro mesi e mezzo, abbiamo incontrato almeno quattro “16” del mese ed abbiamo speso circa 54000,00 €uro.
Poniamo ora che dopo la regolare esecuzione dei lavori, dopo la redazione di tutta la contabilità dello Stato e quindi autorizzati ad emettere regolare fattura, un giorno che ipotizziamo il 2 di Aprile, viene comunicato all'impresa che circa un mese prima, ipotizziamo il giorno 8 di Marzo, lo Stato sospende il pagamento della fattura del giorno, ipotizziamo 9 di Marzo, per il seguente motivo:

PATTO DI STABILITA' 2012. SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI IN CONTO CAPITALE.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile”.

Nel partecipare ad un Convegno il cui tavolo di presidenza era gremito da rappresentanti di categoria, rappresentanti di istituti di credito ed esponenti politici riuniti sul tema:
<<Pagamenti in ritardo? Trovata la soluzione: il factoring>>
Per poter spiegare il pensiero, ritengo necessario procedere esattamente al contrario di quanto era previsto per gli interventi succedutesi nel corso del convegno, partecipato ad onor del vero, da una platea piuttosto scarsa.
Prende la parola uno dei rappresentanti di un noto istituto di credito per significare quanto l'istituto sia vicino e solidale con le vicissitudini delle imprese. Propone anche lui una soluzione per risolvere la problematica inerente: rifiutare gli incarichi a rischio.
Prende la parola il rappresentante della società di factoring ed espone il “suo” pacchetto di assistenza e gestione delle sofferenze economiche imprenditoriali che, per brevità, riassumo in pochi passaggi:
1) il factoring chiede garanzie all'impresa per il credito;
2) il factoring chiede garanzie all'Ente creditore per la certificazione del credito;
3) il factoring chiede gli interessi all'impresa;
4) il factoring chiede la provvigione all'impresa.
Entra in campo anche il Consorzio di Garanzia che garantisce il 50% del finanziamento all'impresa:
5) il Consorzio di Garanzia chiede la provvigione all'impresa.

Se da un esame superficiale dell'intervento del bancario avevo tratto conclusioni circa la rischiosità del lavoro (quale è il lavoro non rischioso per un artigiano), vorrei invece proporre alcune considerazioni.

La posizione dell'impresa che non riceve i pagamenti del lavoro eseguito:

-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito in quanto anticipa e finanzia l'opera dello Stato,
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito se ha in atto un'operazione di anticipo fatture;
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul credito della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, del Consorzio di Garanzia;
-) l'impresa sopporta la revisione della patente ogni 16 del mese (DM10, Inps, Inail e Cassa Edile).

Ergo, il bancario aveva ragione.

Una mente molto acuta ha pensato come affossare ulteriormente un'azienda spacciando l'operazione come il titolo del convegno. Ma allora ci troviamo di fronte ad un operazione di distruzione del tessuto delle piccole imprese e dell'artigianato; è sufficiente pensare che tutto il discorso, in realtà, non interessa a nessuno.
Ma la risposta, in fin dei conti, l'abbiamo a portata di mano, lo ha detto anche il bancario: rifiutare gli incarichi a rischio.
A fronte di richieste pressanti che oramai sono sfociate in una vera e propria persecuzione del tipo caccia alle streghe di medioevale memoria, l'unica difesa che rimane, invece di cercare di nascondersi per passare inosservati, è quella di rifiutare gli incarichi a rischio.
Il discorso può essere uniformato alla problematica del lavoro in nero. Sinchè ci sarà qualcuno che non può permettersi ciò che possiede, farà sempre ricorso a soluzioni alternative, o come in gergo viene definita: finanza creativa.
Si provi ad infliggere al lavoratore scoperto a lavorare in nero, le stesse sanzioni imposte al datore di lavoro.
Non si può perchè il lavoratore è l'anello socialmente debole della catena dello “sfruttamento” sociale. Il datore di lavoro, in quanto tale, occupa una posizione preminente rispetto al lavoratore che è obbligato a lavorare; ebbene, a questo punto, quale è la differenza di rapporti tra la pubblica amministrazione, che commissiona l'opera senza avere di che pagare, e l'impresa che è obbligata a lavorare?
Esorto quindi tutti i colleghi a fare una valutazione approfondita dei motivi che spingono ad accettare incarichi il cui obiettivo non sia certo ed esigibile, perchè il “16” del mese gli Enti preposti alla persecuzione in atto batteranno cassa.
L'Agenzia delle Entrate, l'Inps, l'Inail, la Cassa Edile, Equitalia e la pubblica amministrazione, non hanno scrupoli nel rovinare la vita delle persone.

“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”

Ricordo inoltre a tutti i colleghi che la professionalità raggiunta, la capacità di creare un oggetto con le proprie mani, la perseveranza nel progettare e raggiungere l'obiettivo, non ce la può togliere il burocrate di turno a meno che, qualcuno glielo permetta. Ma allora, scusatemi, peggio per chi lo accetta. Chi si è inginocchiato lo ha fatto perchè e un'incompetente ed ha bisogno di qualcuno che lo protegga, che copra la sua incapacità.
Per chi non accetta la genuflessione, il lavoro sarà sempre garantito perchè solo lui saprà eseguirlo. Noi non abbiamo bisogno dei finanziamenti dello Stato, abbiamo imparato col sudore della nostra fronte a costruirci le cose che ci servono, da soli, senza essere assistiti o guidati dai vari parassiti di turno.
Ma... questo “requiem” è terminato. Schiacciato dai debiti nonostante sia oberato di lavoro tanto da non riuscire a trovare maestranze adatte e sufficienti per portarlo a termine...



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bianchiben
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MessaggioInviato: Ven Mag 25, 2012 12:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

"PERCHE' LE AZIENDE SONO IN ROSSO?"

Sarà colpa degli imprenditori, del sistema, o di qualcos'altro?

La mia risposta è chiara ed inequivocabile, come segue.

Quando l'imprenditore ha ricevuto la consegna dei lavori, è LUI che ha in mano le chiavi del cantiere, è LUI che può permettere al sindaco di turno di mettersi la fascia tricolore e inaugurare l'opera (leggasi: voti alle successive elezioni), e quindi, NATURALMENTE SE SA COME SI FA, ha un certo potere di "guidare" l'esecuzione dei lavori.

E allora di cosa stiamo a parlare: di non fare i lavori a rischio (ammesso e assolutamente NON concesso che ne esistano)?
E il diritto al lavoro dove lo mettiamo?

Oppure di ricorrere allo strozzinaggio della banca o del "factoring" di turno?
E il pazzesco aumento delle spese generali (già ampiamente sottostimate da TUTTI, imprenditori, tecnici e commercialisti) dove lo mettiamo?

Dicevo nel precedente intervento della necessità per limprenditore di " ... verificare la certezza del finanziamento e NON FARE LAVORI NON COPERTI da SOLDI SICURI ... ", e questo fin dal primo giorno dopo la consegna dei lavori, a seguire poi nel corso dei lavori con congruo anticipo rispetto all'emissione dei vari SAL.
Ci vuole tanto ad "indagare" un po' per verificare se l'ente pubblico ha finanziato correttamente e totalmente l'appalto?
Ci vuole tanto ad "indagare" un po' per verificare come l'ente pubblico è messo nei confronti del patto di stabilità?
Ci vuole tanto ad "indagare" un po' per verificare se l'ente pubblico sposta il finanziamento dal proprio appalto ad un'altro?

Se non si hanno risposte più che rassicuranti ho più volte prospettato mille e mille modi per "rallentare" i lavori (mai sospenderli di propria iniziativa, naturalmente, ma rallentarli a causa di decine, centinaia di "errori di progetto" è cosa del tutto lecita, talvolta indispensabile), e poi, se la situazione non si sblocca, capovolgere il meccanismo solito (cioè l'ente che manda via l'impresa) e chiudere il cantiere per COLPA DELLA STAZIONE APPALTANTE, e tutto questo IN PIENA SICUREZZA, IN TEMPI BREVI, CON LIMITATI IMPORTI DA INCASSARE E DANNI INGENTI DA IMPUTARE ALL'ENTE, se non anche denunce penali a tecnici magari troppo disinvolti!!!

Ed ecco allora la mia risposta alla domanda iniziale.
"PERCHE' LE AZIENDE SONO IN ROSSO?"
In grandissima maggioranza PERCHE' SONO "IGNORANTI"!!!!!!

Dott. Ing. Benigno Bianchini



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luk
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MessaggioInviato: Gio Giu 07, 2012 4:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve a tutti, prima di tutto volevo scusarmi del fatto di aver pubblicato due volte lo stesso post.
Salve bianchiben, ho letto con molta attenzione le considerazioni esposte, hai introdotto alcuni temi che, secondo me, sono molto "delicati".
Ho riflettuto diversi giorni prima di intervenire nuovamente perchè credo che il bandolo della matassa stia tutto qui.
Ma in premessa vorrei dire che nelle varie fasi di svolgimento dell'appalto, cominciando dalla formulazione del miglior prezzo, si creano tante e tali particolarità che, in buona sostanza, mal si adattano alla rigidità imposta sia dalla stazione appaltante, sia dai vari enti impositori (inps,inail,cassa edile, equitalia ecc. ecc.) sia, infine, dagli istituti di credito.
Già da qualche anno a questa parte, ed oggi più che mai, alla caccia alle streghe partecipano troppi cacciatori e le armi a disposizione dell'impresa sono sempre più spuntate.
Non può essere che, la giri come la giri, l'assistenza legale sia l'ultimo scoglio su cui aggrapparsi.
Laddove si impongono ritmi asfissianti nella regolarizzazione di ciò che è dovuto in termini di imposte e tasse, si contrappongono risposte con tempistiche divenute oramai inimmaginabili.
Vogliamo anche discutere dell'incremento di lavoro degli avvocati per i decreti ingiuntivi?
Vogliamo anche discutere del fatto che, in realtà, l'unico modo per riscuotere i crediti è il decreto ingiuntivo?
STOP
Esorto quindi tutti i colleghi a fare una valutazione approfondita dei motivi che spingono ad accettare incarichi il cui obiettivo non sia certo ed esigibile, perchè il “16” del mese gli Enti preposti alla persecuzione in atto batteranno cassa.
Saluti a tutti



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MessaggioInviato: Gio Giu 28, 2012 5:55 pm    Oggetto: re bianchiben Rispondi citando

Caro ingegnere io seguo un impresa da tre anni, in questo momento siamo in trappola di liquidità al punto che rischiamo il fallimento.
Ora leggendo quello che ha scritto dovrei pensare che sia io che il mio datore di lavoro non sappiamo fare il nostro lavoro. In questo momento abbiamo un cantiere chiuso da mesi, forse il prossimo mese grazie ad un decreto ingiuntivo ci salderanno il conto finale,in altri due cantieri non stiamo riuscendo ad incassare, è la fine. Io accolgo le sue parole con tanta meraviglia, mi dice come si effettuano tutte ste verifiche, ad esempio nel lavoro di cui parlavo prima in cui siamo stati costretti ad emettere un decreto ingiuntivo, ad appalto aggiudicato abiamo controllato il finanziamento che per metà veniva dalla regione e metà dal comune, ora io vorrei capire come dovevo fare a vedere e capire che la parte regionale me la pagavano e quella comunale no. Mi illumini sarò tutto orecchie, quando ho letto il suo post mi sono sentito partecipe a quello che diceva ma ora voglio sapere come applicarlo.
Grazie.



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MessaggioInviato: Gio Giu 28, 2012 5:56 pm    Oggetto: re bianchiben Rispondi citando

Caro ingegnere io seguo un impresa da tre anni, in questo momento siamo in trappola di liquidità al punto che rischiamo il fallimento.
Ora leggendo quello che ha scritto dovrei pensare che sia io che il mio datore di lavoro non sappiamo fare il nostro lavoro. In questo momento abbiamo un cantiere chiuso da mesi, forse il prossimo mese grazie ad un decreto ingiuntivo ci salderanno il conto finale,in altri due cantieri non stiamo riuscendo ad incassare, è la fine. Io accolgo le sue parole con tanta meraviglia, mi dice come si effettuano tutte ste verifiche, ad esempio nel lavoro di cui parlavo prima in cui siamo stati costretti ad emettere un decreto ingiuntivo, ad appalto aggiudicato abiamo controllato il finanziamento che per metà veniva dalla regione e metà dal comune, ora io vorrei capire come dovevo fare a vedere e capire che la parte regionale me la pagavano e quella comunale no. Mi illumini sarò tutto orecchie, quando ho letto il suo post mi sono sentito partecipe a quello che diceva ma ora voglio sapere come applicarlo.
Grazie.



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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2012 3:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao geociccio 89,
ti ringrazio di avere prestato attenzione al mio post.

Come si fa ad applicare quanto i miei studi e la mia esperienza sul campo mi hanno indicato?

Non volertene a male, ma da pochissimo tempo ho deciso che darò indicazioni soltanto dietro adeguato e anticipato compenso, tassativamente in contanti e in nero.

Auguri per la sopravvivenza della tua impresa.

Ing. Benigno Bianchini



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geociccio89
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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2012 4:08 pm    Oggetto: re bianchiben Rispondi citando

Di questo ne potremmo parlare, non so come metterci in contatto.
In ogni caso grazie per l'augurio.



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MessaggioInviato: Sab Giu 30, 2012 9:38 am    Oggetto: Rispondi citando

La mia mail è: bianchiben@hotmail.com.

Buon lavoro.

Ing. Benigno Bianchini



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MessaggioInviato: Lun Ott 29, 2012 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve a tutti.
Riprendo questo post per aggiornare sugli sviluppi di una vicenda, che mi tocca personalmente, ma che potrebbe essere utile ad altri colleghi.
La vicenda è quella legata al patto di stabilità ed ai meccanismi di questa normativa che con lacci e lacciuoli, stritola e rende quasi "succube" l'Impresa, nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Premetto che seguo con estremo interesse i vari interventi degli esperti, con consigli che trovo, non esagero nel dirlo, illuminanti. Daltronde, nella vita, non si finisce mai di imparare.
Leggo e riporto testualmente da Francotinca: <<Anche il patto di stabilità non è una giusitificazione all' impossibilità di pagare i SAL ma è, semmai, L' AMMISSIONE DI UNA COLPA DA PARTE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (quella di non aver saputo programmare)>>.
Ed ancora da Garista45:<<Peraltro, come più volte ribadito dalla giurisprudenza, esiste una responsabilità precontrattuale della S.A. in quanto dal momento che indice un appalto ha la certezza dei finanziamenti ad hoc altrimenti non può indire la gara stessa. Il guaio è che una volta ricevuti i finanziamenti invece di tenerli vincolati per quella gara vengono stornati per altri pagamenti, cosa che contabilmente non potrebbe essere fatta in quanto i vincolati allo scopo per il quale sono stati erogati.->>.
Ebbene, dopo mesi di ricerche di informazioni e consulenze con avvocati, sono arrivato a queste conclusioni: [u]è necessario un avvocato esperto di contratti di appalto, altrimenti, non se ne esce!
Nel frattempo, con uno stratagemma, mi sono fatto certificare il credito dalla S.A., in questo caso un' Amm.ne provinciale, e sono anche riuscito in qualche “maniera”, ad avere un colloquio con l'Ufficio Legale della Provincia ed udite, udite, ciò che sottovoce mi consigliano:
Caro Lei, se si rivolge a Noi con un Ricorso per Provvedimento d'Urgenza, Noi saremmo costretti a rispondere in Autotutela!
Ma io mi chiedo quali fatti lesivi siano non tutelabili attraverso mezzi cautelari specifici e nel contempo suscettibili di arrecare pregiudizio imminente ed irreparabile, vista la rigidità dell'art.700?
Saluti.



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