Inviato: Ven Mag 18, 2012 6:48 pm Oggetto: il lavoro oggi, il pagamento a saldo unico nel 2015!!!
Il mitico Comune di Scafati, ha pubblicato ben n°4 bandi di gare con una particolarità a mio avviso GRAVISSIMA, la quale potrebbe creare un precedente MORTALE per le imprese serie (non di quelle alla ricerca di una lavanderia). Praticamente, previo parere di un legale di sua fiducia, i primi 2 bandi con scadenza il 16-05 (€ 708.000) e 23-05 (€ 570.000) al punto 8 Modalità di pagamento riportano testualmente:
"All'appaltatore verranno corrisposti i pagamenti a saldo dell'importo contrattuale con pagamenti in un'unica rata al 31.03.2015, in deroga al consueto termine stabilito dalla normativa sui lavori pubblici".
Gli altri 2 bandi con scadenza 08-06 (€ 379.000) e 11-06 (€ 378.000), riportano testualmente:
"In deroga alla normativa vigente ed al fine di garantire il rispetto del patto di stabilità interno dell'ente Comune di Scafati, l'effettivo pagamento dei lavori avverrà al 31.03.2015, fatto salvo in ogni caso l'obbligo della S.A. di procedere all'emissione del certificato di pagamento in acconto entro 45 giorni dalla maturazione del credito da parte della ditta esecutrice".
Vi chiedo: è una cosa normale?? è lecita?? Sin d'ora ringrazio.[/b]
...... non è assolutamente legale.....
spero che le imprese serie capiscano e sommergano l' autorità, i tar e le istituzioni in generale di denunce....
parlo delle imprese perchè le associaziini di categoria non esistono in italia....
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Inviato: Sab Mag 19, 2012 10:47 am Oggetto:
Purtroppo le leggi e le sentenze esistono ma è come se non ci fossero.- Infatti, ripetutamente e da più parti, è stato ribadito il concetto secondo il quale vi è una responsabilità precontrattuale a carico delle SS.AA. le quali prima di indire un qualsiasi tipo di gara, nell'apposito capitolo di bilancio, devono già prevedere e vincolare l'importo relativo alla gara stessa.- Ma cò non succede mai in quanto i soldi per la gara li utilizzano sistematicamente per tamponare altre falle che si sono create in ordine ad altri pagamenti con la speranza che nel giro riusciranno prima o poi a trascurare qualche altro pagamento in favore dell'aggiudicatario della gara.- E' un giro vizioso da cui le SS.AA. non ne escono pur di attenersi al patto di stabilità Sarebbe corretto per gli enti che non hanno la disponibilità economica non indire la gara invece di stritolare le imprese come nel caso in esame, pagamento dopo tre anni, assurdo!!!!!!!!!!!!!!!!!!.-
Non ho capito quale impresa, in questo periodo di crisi, avrà il coraggio di presentare offerta.- Chi lo farà rischia di li a poco di fallire come tante altre imprese.-
Registrato: Nov 24, 2011 Messaggi: 15 Località: sassari
Inviato: Gio Mag 24, 2012 6:15 pm Oggetto:
PERCHE' LE AZIENDE SONO IN ROSSO?
La stampa ed i media ci portano a conoscenza, attraverso le riflessioni di illustri personalità, delle difficoltà che incontrano le aziende italiane nel riscuotere i crediti maturati nei confronti di enti ed amministrazioni pubbliche.
I crediti maturano a seguito di esecuzione di lavori, forniture e prestazioni professionali nei confronti del committente, a cui deve corrispondere un compenso economico.
Opinioni legittime e legittimate da cariche istituzionali, confortate in molti casi da valutazioni e riflessioni di altrettanti illustri operatori dei settori interessati.
Aldilà dell'aspetti, comuni che essi analizzano, generici delle informazioni riportate ed indeterminati sugli obiettivi da raggiungere, è bene invece conoscere quale è la realtà di chi si avventura nel finanziare un'opera per conto dello Stato.
Per poterlo fare, è necessario spogliarsi di quel sentimento che cattura un essere umano quando si trova di fronte ad un evento tanto grande, o percepito tale, che pervade l'animo tanto da fargli pensare che è ineluttabile che quella sia la conclusione ovvia. Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile.
Ciò che conosciamo delle malefatte delle varie “cricche” di turno, non sono le realtà che vivono la quasi totalità delle aziende italiane; quelli sono delinquenti, senza scrupoli neanche nei confronti di quelle aziende che “stritolate” dai loro meccanismi, finiscono per essere accomunate nel loro stesso destino.
Ciò che non conosciamo di un'azienda che si accinge a finanziare un'opera dello Stato, è la storia dall'inizio. Che cosa succede quando si vince una gara di appalto e soprattutto, che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche?
Aldilà dell'aspetto concettuale, trito e ritrito, può partecipare chi è in regola con il versamento dei contributi; il tutto viene riassunto in un documento che si chiama: DURC=Documento Unico di Regolarità Contributiva.
Questo documento è la patente (!) dell'Impresa.
Questa patente deve essere rinnovata ogni 16 del mese e per tutti i mesi (!) di vita dell'Impresa stessa.
Il documento attesta che i contributi per imposte dirette DM10, Inps, Inail e Cassa Edile, sono stati versati regolarmente ogni 16 del mese.
Insisto sulla scadenza del 16 di ogni mese perchè è la data che regola il vivere dell'azienda.
È assolutamente rigida, pena la sospensione della patente.
A questo punto però, si devono analizzare almeno due aspetti di fondamentale importanza:
1) le azioni dello Stato
lo Stato richiede d'ufficio il Durc;
2) le azioni di Equitalia
l'ufficio trasmette il nulla osta allo Stato per effetto della verifica della morosità fiscale, di cui all’articolo 48-bis del DPR 602/1973.
Se gli Enti citati rispondono, ma non entriamo nel merito della diligenza dell'impiegato statale, positivamente, lo Stato può pagare il credito dell'Impresa.
Se si accende il bollino rosso, si viene a conoscenza con esattezza la data in cui l'Impresa cesserà la sua vita: il 16 del mese. La patente viene sospesa, i pagamenti vengono sospesi, l'Impresa è costretta a fermarsi.
“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”
- Per quanto attiene ai contratti pubblici di lavori, le norme che impongono il tempestivo pagamento dei crediti che l’impresa appaltatrice vanta nei confronti della committenza pubblica vanno individuate nel Capitolato Generale delle Opere Pubbliche approvato con D.M. n. 145 del 19 aprile 2000, le cui disposizioni sono oggi in gran parte confluite nel D.P.R. 207/2010, nuovo Regolamento di Attuazione del Codice dei Contratti Pubblici (cfr. artt. 143 e 144).
Viene così dettata una puntuale tempistica per il pagamento di acconti e saldo maturati nell’esecuzione dei lavori pubblici (art. 29 D.M. 145/2000; art. 143 D.P.R. 207/2010) e si dispone altresì in ordine all’entità degli interessi da corrispondere in caso di ritardato pagamento (art. 30 D.M. 145/2000; art. 144 D.P.R. 207/2010). -
Vorrei però fare un passo indietro sul che cosa vuol dire partecipare ad una gara di appalto per opere pubbliche con riferimento agli aspetti prettamente economici. L'unica persona che realmente è a conoscenza di quanto costa predisporre una gara di appalto e quanto lo Stato stesso chiede di spendere prima dell'inizio effettivo dei lavori, è solo l'operatore economico che si assume in toto il rischio dell'operazione.
Il titolare dell'Impresa dichiara formalmente attraverso atti e dichiarazioni:
di assumersi il rischio, dimostra le proprie capacità tecniche e finanziarie e predispone i documenti di gara €. 300,00
certificazione CCIAA antimafia €. 54,00
fidejussioni provvisorie pre-gara €. 55,00
marca da bollo su offerta di ribasso €. 14,62
sommano €. 423,62
In caso di aggiudicazione dell'appalto:
fornisce polizze assicurative proprie di responsabilità civile (pro quota) €. 400,00
fidejussioni assicurative definitive in favore dell'Ente appaltante in caso di aggiudicazione dell'appalto €. 250,00
predispone il POS (Piano Operativo di Sicurezza) del cantiere €. 200,00
fornisce infine i bolli da applicare sul Contratto di Appalto che regola i patti e le condizioni di fornitura. In numero variabile che non è mai inferiore alle trenta unità €. 438,60
Sommano in totale €.2135,84
Dopo aver speso 2135,84 €uro, si è pronti per l'inizio dei lavori.
Posto che le opere da realizzare siano effettivamente quelle necessarie, se il Contratto prevede il frazionamento dell'importo in stati di avanzamento l'impresa appaltatrice anticiperà le somme necessarie o in caso contrario, porterà a termine l'intera opera a sua cura e spese.
Poniamo adesso che l'importo dei lavori ammonti a circa €.60000,00.
Calcoliamo l'utile dell'impresa pari al 10% dell'importo.
La differenza sarà destinata per far fronte alle spese contributive (DM10, Inps, Inail, Cassa Edile), al personale che ipotizziamo pari a quattro collaboratori, ai fornitori dei materiali edili utilizzati, alle spese per ammortizzare le attrezzature necessarie per svolgere i lavori (autocarro, elettroutensili, affitti per il ricovero delle attrezzature) oltre 2135,84 €uro.
L'ultimo dato da applicare, affinchè il quadro economico sia completo, è il tempo:
- il tempo di esecuzione dei lavori: ipotizziamo circa 60 giorni;
- il tempo tecnico per la contabilità dello Stato
“è previsto che, a partire dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori, il termine per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti non possa superare i quarantacinque giorni. Una volta emesso il certificato, il pagamento deve essere disposto mediante specifico ordine (mandato di pagamento) entro i trenta giorni successivi”.
Sommano in totale 135 giorni=4 mesi e mezzo.
Adesso dobbiamo unire i due discorsi, quello amministrativo dell'Impresa (patente) e quello economico dell'impresa.
In quattro mesi e mezzo, abbiamo incontrato almeno quattro “16” del mese ed abbiamo speso circa 54000,00 €uro.
Poniamo ora che dopo la regolare esecuzione dei lavori, dopo la redazione di tutta la contabilità dello Stato e quindi autorizzati ad emettere regolare fattura, un giorno che ipotizziamo il 2 di Aprile, viene comunicato all'impresa che circa un mese prima, ipotizziamo il giorno 8 di Marzo, lo Stato sospende il pagamento della fattura del giorno, ipotizziamo 9 di Marzo, per il seguente motivo:
PATTO DI STABILITA' 2012. SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI IN CONTO CAPITALE.
“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe di luoghi comuni e banalità che riempiono pagine e pagine di giornali; tanto che poi ciascuno di noi è persuaso dalla convinzione di trovarsi di fronte all'ineluttabile”.
Nel partecipare ad un Convegno il cui tavolo di presidenza era gremito da rappresentanti di categoria, rappresentanti di istituti di credito ed esponenti politici riuniti sul tema:
<<Pagamenti in ritardo? Trovata la soluzione: il factoring>>
Per poter spiegare il pensiero, ritengo necessario procedere esattamente al contrario di quanto era previsto per gli interventi succedutesi nel corso del convegno, partecipato ad onor del vero, da una platea piuttosto scarsa.
Prende la parola uno dei rappresentanti di un noto istituto di credito per significare quanto l'istituto sia vicino e solidale con le vicissitudini delle imprese. Propone anche lui una soluzione per risolvere la problematica inerente: rifiutare gli incarichi a rischio.
Prende la parola il rappresentante della società di factoring ed espone il “suo” pacchetto di assistenza e gestione delle sofferenze economiche imprenditoriali che, per brevità, riassumo in pochi passaggi:
1) il factoring chiede garanzie all'impresa per il credito;
2) il factoring chiede garanzie all'Ente creditore per la certificazione del credito;
3) il factoring chiede gli interessi all'impresa;
4) il factoring chiede la provvigione all'impresa.
Entra in campo anche il Consorzio di Garanzia che garantisce il 50% del finanziamento all'impresa:
5) il Consorzio di Garanzia chiede la provvigione all'impresa.
Se da un esame superficiale dell'intervento del bancario avevo tratto conclusioni circa la rischiosità del lavoro (quale è il lavoro non rischioso per un artigiano), vorrei invece proporre alcune considerazioni.
La posizione dell'impresa che non riceve i pagamenti del lavoro eseguito:
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito in quanto anticipa e finanzia l'opera dello Stato,
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul debito se ha in atto un'operazione di anticipo fatture;
-) l'impresa sopporta la spesa degli interessi sul credito della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, della società di factoring;
-) l'impresa sopporta la spesa della provvigione, sul credito, del Consorzio di Garanzia;
-) l'impresa sopporta la revisione della patente ogni 16 del mese (DM10, Inps, Inail e Cassa Edile).
Ergo, il bancario aveva ragione.
Una mente molto acuta ha pensato come affossare ulteriormente un'azienda spacciando l'operazione come il titolo del convegno. Ma allora ci troviamo di fronte ad un operazione di distruzione del tessuto delle piccole imprese e dell'artigianato; è sufficiente pensare che tutto il discorso, in realtà, non interessa a nessuno.
Ma la risposta, in fin dei conti, l'abbiamo a portata di mano, lo ha detto anche il bancario: rifiutare gli incarichi a rischio.
A fronte di richieste pressanti che oramai sono sfociate in una vera e propria persecuzione del tipo caccia alle streghe di medioevale memoria, l'unica difesa che rimane, invece di cercare di nascondersi per passare inosservati, è quella di rifiutare gli incarichi a rischio.
Il discorso può essere uniformato alla problematica del lavoro in nero. Sinchè ci sarà qualcuno che non può permettersi ciò che possiede, farà sempre ricorso a soluzioni alternative, o come in gergo viene definita: finanza creativa.
Si provi ad infliggere al lavoratore scoperto a lavorare in nero, le stesse sanzioni imposte al datore di lavoro.
Non si può perchè il lavoratore è l'anello socialmente debole della catena dello “sfruttamento” sociale. Il datore di lavoro, in quanto tale, occupa una posizione preminente rispetto al lavoratore che è obbligato a lavorare; ebbene, a questo punto, quale è la differenza di rapporti tra la pubblica amministrazione, che commissiona l'opera senza avere di che pagare, e l'impresa che è obbligata a lavorare?
Esorto quindi tutti i colleghi a fare una valutazione approfondita dei motivi che spingono ad accettare incarichi il cui obiettivo non sia certo ed esigibile, perchè il “16” del mese gli Enti preposti alla persecuzione in atto batteranno cassa.
L'Agenzia delle Entrate, l'Inps, l'Inail, la Cassa Edile, Equitalia e la pubblica amministrazione, non hanno scrupoli nel rovinare la vita delle persone.
“Il sistema cattura e stritola, poi restituisce una poltiglia informe”
Ricordo inoltre a tutti i colleghi che la professionalità raggiunta, la capacità di creare un oggetto con le proprie mani, la perseveranza nel progettare e raggiungere l'obiettivo, non ce la può togliere il burocrate di turno a meno che, qualcuno glielo permetta. Ma allora, scusatemi, peggio per chi lo accetta. Chi si è inginocchiato lo ha fatto perchè e un'incompetente ed ha bisogno di qualcuno che lo protegga, che copra la sua incapacità.
Per chi non accetta la genuflessione, il lavoro sarà sempre garantito perchè solo lui saprà eseguirlo. Noi non abbiamo bisogno dei finanziamenti dello Stato, abbiamo imparato col sudore della nostra fronte a costruirci le cose che ci servono, da soli, senza essere assistiti o guidati dai vari parassiti di turno.
Ma... questo “requiem” è terminato. Schiacciato dai debiti nonostante sia oberato di lavoro tanto da non riuscire a trovare maestranze adatte e sufficienti per portarlo a termine...
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